Cari lettori, siamo arrivati all’ennesima puntata dedicata alla storia del Calcio Napoli, praticamente l’inizio della fine, le stagioni cominciano ad essere grigie e tormentate e per gli impagabili tifosi azzurri le gioie saranno nulle o col contagocce. Iniziamo dalla stagione 1995/96, quando Ferlaino torna al comando della società e la priorità resta quella di vendere i pezzi pregiati; ed è così che un pezzo di Napoli, lo straordinario difensore della Loggetta che arriverà a vincere Mondiale e Pallone d’Oro, Fabio Cannavaro, lascia la maglia azzurra e va al Parma. A Napoli non arrivano nomi di grido ed ecco che gli acquisti sono Pizzi, Arturo Di Napoli, Colonnese, Baldini e Ayala; un brusco ridimensionamento, non c’è che dire. Finisce con un anonimo 12esimo posto e poche reti all’attivo (capocannoniere Di Napoli,5 reti!), mentre in Coppa Italia si abdica al primo turno con la sconfitta di Lecce.

cannavaro fabio
L’anno successivo, sempre tra le solite peripezie per la sopravvivenza, si comincia davvero bene ed il Napoli arriva alla sosta natalizia come seconda forza del campionato. Poi inizia il calo e ad un certo punto escono fuori voci di un accordo tra il mister Simoni e l’Inter, per la stagione successiva. Lo spogliatoio si sfascia, le vittorie diventano un miraggio e di gol se ne segnano davvero pochi; quello che risulta essere più prolifico è il poco bello da vedere Alfredo Aglietti mentre delude l’attaccante napoletano Nicola Caccia.

aglietti

Il funambolico ed estroso Beto offre qualche entusiasmante prestazione ma è allergico alla vita d’atleta e lo si vede ben poco in campo. Così, indispettito, Ferlaino esonera Simoni ed affida la squadra al tecnico della Primavera Vincenzo Montefusco. Il campionato si chiude mestamente, senza sussulti, ma quella che è esaltante è la marcia della squadra partenopea in Coppa Italia; dopo le vittorie con Monza e Pescara c’è da affrontare nei quarti l’armata Lazio, quella di Fuser, Signori, Casiraghi, Marchegiani, Nedved. Gli azzurri vincono 1-0 al San Paolo e riescono a resistere all’Olimpico (40 minuti in 9 uomini per le espulsioni di Aglietti e Baldini!); si arriva così in semifinale contro l’Inter di Ince,Winter, Djorkaeff, Pagliuca, Bergomi, una doppia sfida che si prospetta quasi impossibile. Il Napoli pareggia sia a Milano che al San Paolo per 1-1 e la sfida si protrae fino ai rigori, dove la mira degli azzurri e il grande Pino “Batman” Taglialatela regalano ai tifosi una finale quasi insperata. Ultimo scoglio da superare a questo punto è la rivelazione Vicenza, la brillante squadra di Guidolin che comunque non appare un avversario insormontabile. Si gioca prima a Napoli e gli azzurri chiudono l’andata vincendo 1-0 grazie ad un gol di Pecchia; a Vicenza un gol di Maini pareggia il computo dei gol ed il risultato non si schioda fino alla fine. Si vai ai supplementari, non prima di assistere ad uno sfortunatissimo incrocio dei pali da parte di Caccia che avrebbe permesso di alzare la Coppa; ci si avvia verso la soluzione ai calci di rigore dove gli azzurri si sarebbero affidati allo specialista Taglialatela. Così non è, negli ultimi due minuti Maurizio Rossi e Alessandro Iannuzzi trafiggono il Napoli regalando lacrime amare ai tifosi azzurri ed una gioia immensa alla piazza veneta.

1996-97 VICENZA-NAPOLI finale Coppa Italia

Ed anche l’ingresso in Coppa delle Coppe, che avrebbe assicurato introiti importanti per le disastrate casse azzurre, venne a mancare. L’incubo continuava ed il peggio non era ancora venuto…
Si conclude questo altro capitolo della appassionante storia azzurra, se avete voglia di rivivere quelle già pubblicate non vi resta che cliccare il link che segue:

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Marco Silva

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